domenica 1 ottobre 2017

TRANSLOVENIJA EXPRESS #9 - ULTIMA TAPPA - km 35 270 d+ 5h 46'

Cezanjevci – Ljutomer - Strocja Vas – Srednja Bistrica – Lendava – Confine ungherese

km 35 270 d+ 5h 46'

Pioggia-Nuvoloso





https://www.strava.com/activities/1003808565

L'ultima giorno di cammino nella traversata slovena inizia come era terminato il precedente: cielo grigio e acqua di moderata intensità.
La nona tappa inizia dal sobborgo di Cezanjevci, sulle colline della Prekjia nella provincia storica del Prekmurjie (Oltremura), regione amministrativa del Pomurjie, al limite del parco naturale-vinicolo di Jeruzalem. Rinomato è l'omonimo vivo bianco da cultivar autoctoni.
La strada collinare procede tra vigne e boschetti e con breve e ripida discesa porta in 4 km nel centro di Ljutomer.

LJUTOMER
Cittadina elegante ed ordinata, concentrata da secoli sul commercio del vino e dei prodotti agricoli. Tanti i negozietti “tipici” e le enoteche turistiche.
La pioggia forte mi costringe a una sosta forzata per il secondo caffè in un simpatico bar nella piazza centrale.
I segni del socialismo reale di Tito, a Ljutomer (ma per onestà anche nel resto del paese), non vengono nascosti o cancellati ma lucidati e valorizzati.

FESTA NOSTALGICA DEI TEMPI DI TITO

Uscito dal centro abitato la pianura agricola si stende a vista d'occhio. La pioggia alterna momenti intensi a pause sempre più lunghe, facendomi spogliare e rivestire più volte dal poncho tecnico.
Il confine croato è a poche centinaia di metri alla mia destra. In località Veščica (km 10,5), devio fino al posto di blocco di “frontiera”, dentro un bosco. La polizia mi squadra, chiedo di poter fare una foto con la bandiera croata appena un metro ne confine ma la mia patente e la tessera sanitaria non garantiscono a sufficienza la mia origine intracomunitaria e probabilmente barba e zaino non ispirano fiducia negli zelanti tutori dell'ordine.

BARRIERA TRA SLOVENIA E CROAZIA
La carta di identità, rimane all'asciutto in fondo allo zaino, a garanzia della mia identità. In Croazia (che ricordiamoci, fa parte della Comunità Europea) non si passa. (A Lipica, confine con l'Italia, non sono presenti blocchi e controlli).

Riprendo su un rettilineo in direzione nord che velocemente mi porta sull'unico ponte della zona che attraversa la Mura (km 14), terzo fiume simboleggiato nella bandiera slovena e famoso tra gli amanti del kajak ed del rafting per le sue rapide. Ora scorre marrone e gonfio dalla pioggia, circondato da pioppeti nebbiosi e piccoli canali paludosi.

FIUME MURA
LE PALUDI PRESSO LA MURA
Curva a gomito destra a Gornjia Bistrica (15,5 km), poi dritto verso est in direzione Lendava.
La strada principale procede dritta tra i sobborghi agricoli della pianura mentre in lontananza si cominciano a scorgere i colli che sovrastano l'ultima città prima del confine sui quali spicca la sagoma del Vinarium, museo del vino dalle forme futuristiche in vetro e acciaio.
La zona appare meno curata del resto del paese, leggermente più arretrata ma non meno ordinata. Intanto sui cartelli appaiono le prime scritte magiare, lunghissime, con i caratteri sormontati da variegati accenti.
Lendava, elegante cittadina termale appare dopo un alto cavalcavia che supera l'autostrada A5.

IL VINARIUM
Al suo interno i tornanti si arrampicano sul colle verso il Vinarium ma una mulattiera che attraversa i vigneti, ripidissima, mi risparmia alcuni chilometri di asfalto fino ai 330 metri dell'altopiano del Dolgovaške Gorice.

LA VECCHIA FRONTIERA CON LA BANDIERA JUGOSLAVA
A poche centinaia di metri dal museo, il vecchio posto blocco di frontiera abbandonato,   tra Jugoslavia ed Ungheria chiude il mio viaggio.

La fine della traversata: 378 km e 5600 metri di dislivello positivo in 9 giorni.
IL PRIMO BOSCO IN TERRA UNGHERESE
Passo il confine senza impedimenti, scatto le ultime foto e ritorno indietro fino al ristorante enoteca e azienda vinicola Vina Hisa Cuk (km 35) dove brindo con mio cugino che è venuto a prendermi.


IL RITORNO IN ITALIA

Il viaggio di ritorno fino a Ptuj lo effettuo in auto. Lendava è comunque ben servita dagli autobus.
Dopo alcuni giorni di riposo, prendo il treno dalla stazione di Pragersko (ma volendo anche da Ptuj) che in due ore mi riporta a Lubiana, dalla cui stazione, un ottimo servizio di autobus (11 €), sorvegliato dalla polizia conduce alla stazione di Trieste.
Dormo quindi una notte a Trieste e la mattina successiva molto presto, con il Frecciarossa raggiungo in poche ore Firenze Santa Maria Novella e quindi col Regionale, Viareggio.