domenica 12 agosto 2018

STARE A RUOTA NEL CICLISMO: IL GRUPPO E LA SCIA (DRAFT) - Parte prima

NOTA: il presente articolo, redatto dal sottoscritto, è edito in forma integrale dal sito www.albanesi.it che ne detiene i diritti.

Il ciclismo è uno sport individuale che si svolge in gruppo. Infatti, se è vero che durante lo sforzo di allenamento e di gara ognuno fa i conti con la propria fatica, l’influenza “fisica” di compagni di squadra o avversari crea una moltitudine di situazioni che debbono essere conosciute e gestite, sia per l’incolumità degli atleti che per il miglioramento della performance.

Una necessaria premessa di legge!


Procedere in gruppo su strade aperte al traffico è vietato dalla legge. 
Il “Nuovo codice della strada”, decreto legislativo 30 aprile 1992 n. 285 e successive modificazioni, nell’Art. 182 che riguarda la circolazione dei velocipedi,  al comma 1 recita:
i ciclisti devono procedere su unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano e, comunque, mai affiancati in numero superiore a due; quando circolano fuori dai centri abitati devono sempre procedere su unica fila, salvo che uno di essi sia minore di anni dieci e proceda sulla destra dell’altro”.
Pertanto le tecniche e gli esercizi proposti sono da intendersi per esclusivo utilizzo in gara, con traffico chiuso, su strade private o su piste appositamente riservate agli allenamenti.

La scia
Ciò che caratterizza il pedalare con altri ciclisti è la possibilità di sfruttare la cosiddetta “scia” o “draft”, ovvero la riduzione della richiesta energetica creata dal movimento di chi precede. In gergo tecnico si dice: stare a ruota.
ciclismo gruppo e scia
Il grafico mostra chiaramente come, all’aumentare della velocità di marcia, la richiesta energetica aumenti in funzione esponenziale, sia per il ciclista che “tira” che per quello che è in scia.
A partire da circa 16 km/h la richiesta energetica del ciclista “a ruota” comincia però a crescere in misura minore per la riduzione dell’attrito dell’aria e per l’effetto di portanza determinato dalla legge di Bernoulli.* All’aumentare della velocità, il vantaggio diviene sempre maggiore.
Andando sul lato pratico, questi sono i dati sul risparmio percentuale nel VO2max impiegato a una velocità di 40 km/h in condizioni sperimentali di aria ferma (velodromo coperto).

Nel caso in cui il vento soffi in senso esattamente opposto alla marcia, il ciclista che tira, quindi esposto, avrà una resistenza pari alla somma della sua velocità e della velocità del vento. A 35 km/h con 15 km/h di vento a sfavore, il risparmio del ciclista che sta a ruota è quello che avrebbe con un’andatura di 50 km/h in condizioni di aria ferma. Considerando questi dati si capisce l’importanza del l’uso consapevole e corretto delle scie.

Per la legge di Bernoulli, si crea un effetto definito portanza (che tra l’altro permette il volo degli aerei e l’andatura di bolina nelle barche a vela). Molto semplicemente, lo scorrimento dell’aria (o comunque di un fluido) su un corpo crea una zona di bassa pressione sulla superficie su cui scorre più velocemente e una zona di alta pressione sulla superficie opposta dove la velocità è minore. La differenza tra le due pressioni generate si definisce portanza e cresce all’aumentare della differenza di velocità sulle due superfici. Questa alta pressione crea così una spinta che “risucchia” il ciclista che sta a ruota.