mercoledì 9 ottobre 2019

USO DELLA SCIA NEL CICLISMO: LA FILA SINGOLA

NOTA: il presente articolo, redatto dal sottoscritto, è edito in forma integrale dal sito www.albanesi.it che ne detiene i diritti.

La fila singola 
In questi casi (aria ferma e vento contrario), la tecnica migliore per affrontare la corsa in un gruppo ristretto (3-4 corridori), è la fila singola. Può essere utilizzata in una fuga o in cronometro a squadre di 2-4 componenti.
Il corridore 1 apre la fila e tira per il tempo scelto, quindi si sposta di lato in modo che il corridore 2 vada in testa a tirare. Il corridore 4 si fa sorpassare gradualmente per mettersi a ruota del 3 scorrendo lungo la fila.
ciclismo gruppo e scia
Il tempo consigliato per stare in testa dipende da vari fattori.
Strategia della squadra in caso di gara a cronometro: in questo caso il tempo è proporzionale alla potenza dell’atleta, quindi i più forti tireranno per più tempo per mantenere alta la velocità media mentre i più deboli tireranno per tempi minori, nei tratti tecnici come curve o rotonde ed in salita.
Ragionevolmente, per atleti evoluti, la potenza di pedalata del capofila dovrebbe essere in zona anaerobica bassa (z6), ovvero tra tra il 120 ed il 130% dl valore di FTPe durare non oltre 20”’-30” in modo da evitare l’eccessivo accumulo di lattato. È inoltre necessario non “strappare” ovvero non imprimere brusche accelerazioni nel momento in cui si passa in testa.
Il procedere dei cambi, dovrebbe essere sempre fluido. In caso di atleti con un certo divario di potenza, ad esempio nelle cronometro a squadre miste e amatoriali, i più forti potranno tirare per tempi più lunghi, ma con minore potenza, scendendo in Z5 (vo2 max) in modo da permettere agli altri di sfruttare maggiormente la loro velocità media. Questi andranno poi a recuperare in fondo alla fila per far scendere la concentrazione di lattato ematico e poter nuovamente rialzare la media nel momento in cui saranno nuovamente capofila.
ciclismo gruppo e scia
Nella figura si può osservare la diminuzione repentina di potenza al 5° minuto, a parità di velocità, dovuta al passaggio dietro il compagno di squadra durante una gara a cronometro/coppie.
Caso di fuga con componenti di squadre diverse: il tempo in testa alla fila è dettato da strategie più complesse. Se il gruppo è composto da atleti che hanno tutti l’interesse di staccare il gruppo di inseguitori, si comporteranno come una squadra sola a cronometro, prendendo una sorta di accordo temporaneo, per poi giocarsi la vittoria negli ultimi chilometri o in tratti di salita.
Nel caso in cui un atleta in fuga abbia un compagno nel gruppo degli inseguitori che abbia possibilità di vittoria, può decidere (ma spesso la scelta è obbligata dalle strategia del direttore sportivo) di “saltare un cambio”, ovvero non tirare al suo turno spostandosi, oppure mettersi a tirare a velocità più bassa in modo da rallentare comunque la media del gruppetto e favorire il ricongiungimento. La tensione psicologica in queste situazioni può essere notevole. Questa strategia è ovviamente applicabile solo a certi livelli di esperienza che raramente si riscontrano nel ciclismo amatoriale comune, se si eccettuano le squadre composte da ex dilettanti o ex professionisti.
Bibliografia di riferimento: D. Fiorin, F. Vedana, “Tecnica e tattica ciclistica”  ed. Elika, 1998.